Quando si leggono i giornali italiani, si ha spesso la piacevole impressione di sostenere il buon andamento di svariati settori della nostra economia in una fase così delicata: l’industria cartaria, la silvicoltura, la silvio-cultura le municipalizzate che tirano su la monnezza differenziata, le tipografie, i giornalisti esibizionisti, quelli lottizzati, quelli liberi pensatori, quelli silurati e