Conferenza della didattica 17-18 maggio

Conferenza della didattica 17-18 maggio

Si è conclusa la due giorni della conferenza d'ateneo dedicata alla didattica, questi sono stati i punti toccati ieri al trifoglio davanti ad una platea non troppo numerosa:
– Le competenze disciplinari: verso una nuova cultura politecnica.
– Le potenzialità offerte dalla tecnologia.
– Come valutare la qualità della didattica.

Nello sperare che questa conferenza non rimanga solo una bella presentazione di idee, testimonianze e progetti ma possa essere un solido punto di inizio da cui trarre molto per il futuro del nostro Ateneo, vi riporto il discorso che il nostro senatore Fabio Frassini in nome di tutti gli studenti ha esposto in merito alle potenzialità offerte dalla tecnologia.

"L’introduzione di nuove tecnologie nella didattica è un tema che data la velocità di sviluppo delle stesse risulta essere di notevole interesse e soprattutto sempre “sulla cresta dell’onda”. Oggigiorno la tecnologia rappresenta un punto fondamentale non solo per l’università, ma per tutto ciò che ci circonda. Cercando di rispondere alla domanda ed organizzando quest’intervento, abbiamo riscontrato non poche difficoltà dovute al processo, talune volte non ancora avviato, di trasformazione da una didattica classica ad una didattica supportata dalla tecnologia.

Noi studenti non riteniamo in modo assoluto che la tecnologia debba avere il sopravvento sul rapporto fondamentale che si instaura tra docente e studente, ovvero sull’importanza che ricopra il confronto reale, ma siamo altresì convinti che la tecnologia debba integrare il modo classico di fare di didattica e debba essere strumentale ad una formazione completa dello studente.

I canali informatici se utilizzati nel miglior modo, posso semplificare molto la vita dello studente, è infatti impensabile dover accedere a molteplici piattaforme per recuperare il materiale didattico e tutto ciò che è necessario allo svolgimento dei compiti formativi. Questa ricerca, ad esempio, potrebbe avvenire in maniera molto più semplificata se tutti quanti i professori utilizzassero la piattaforma dei “corsi on-line” eventualmente anche solo scrivendo i link di riferimento, oppure, implementandone l’utilizzo, cosa che noi studenti suggeriamo data l’elevata schematicità della piattaforma e soprattutto una suo eventuale utilità anche dopo la laurea, nell’ottica di una formazione continua del soggetto STUDENTE POLITECNICO (grazie alla nuova introduzione del codice persona) che potrà trarne benefici anche in futuro,rendendo di fatto la nostra piattaforma, un motore di ricerca culturale. Inoltre suggeriamo che a supporto del materiale didattico classico, che comunquedeve rimanere un supporto allo studio e non sostitutivo dei testi, si introduca, come avvenuto per il “Webpoliself”, la possibilità di accedere dai dispositivi mobili al materiale didattico. In fondo, è ciò che il futuro ci chiede e che da diverso tempo si muove verso una direzione più tecnologica: di più rapida individuazione del concetto di base, ma di impoverimento dei dettagli dei concetti cardine, proprio per questo motivo, consigliamo che a fronte del materiale inserito dai professori anche gli studenti in un ottica ”open source-social” possano inserendo link, video ed audio essere frutto del miglioramento, aiutando anche i colleghi alla migliore fruibilità dei concetti di studio. Inoltre è ben nota la spinta continua che tutti gli studenti muovono verso una formazione complementare a quella didattica rivolta all’ambito lavorativo futuro.Concludendo, il nostro pensiero converge verso due ulteriori proposte alquanto accattivanti, vista l’esperienza di alcuni studenti di ritorno da un periodo di scambio all’estero, cosa ne pensa il pubblico della possibilità di fornire,all’atto dell’iscrizione dello studente, un netbook o un laptop (i cui

rispettivi costi sul mercato sono dell’ordine dei 180€ o di 800€ e i quali potrebbero finanziarsi per gli studenti che non ne avessero le disponibilità economiche con un prestito d’onore o con una rateizzazione) su cui ad esempio possano essere caricati dei programmi open source differenti a seconda del corso di studi frequentato? Inoltre perché non cercare di sviluppare uno "sportello computer", sullo stile segreteria, laddove uno studente o un professore che si trovi davanti a delle difficoltà non possa avere un supporto tecnologico? "

Commenti

Invia nuovo commento

CAPTCHA
Questa domanda è per verificare se sei umano e prevenire un attacco alieno!